Una botta di vita

unabottadivita27032016
Commedia
Italia 1988
Regia Enrico Oldoini
Durata 92 min
Interpreti e personaggi
Alberto Sordi: Elvio Battistini
Bernard Blier: Giuseppe Mondardini
Andréa Ferréol: Germaine
Alberto Sorrentino: un conoscente di Battistini, incontrato poco dopo la partenza
Vittorio Caprioli: Riccardo, il cuoco
Elena Falgheri: Camilla
Nerina Montagnani: donna anziana al banchetto del locale francese
Charles Millot: custode dello stabilimento acquifero

Due pensionati, Elvio Battistini e Giuseppe Mondardini, stanchi di trascorrere l’ennesimo ferragosto in paese, abbandonati dalle rispettive famiglie, decidono di concedersi una “botta di vita”. Servendosi dell’automobile messa a disposizione da Mondardini, i due decidono di andare a trovare un amico di Mondardini che vive a Bordighera. Le differenze sociali e culturali tra i due si palesano pressoché immediatamente: mentre Mondardini è dotato di una certa cultura, appartenente a un ceto medio-alto, ha gusto per le cose belle e per l’arte nonché è un tombeur de femmes, per contro Battistini è piuttosto incline al turpiloquio, di estrazione sociale medio-bassa e decisamente pratica nei modi di fare e nei ragionamenti.
Battistini, inoltre, soffre di un handicap fisico alquanto evidente, avendo perso la gamba destra durante la guerra, nell’eroico tentativo di salvare un bambino dall’imminente esplosione di una bomba (ma alla fine si scoprirà che si tratta di una bugia clamorosa). Il fatto di essere stato abbandonato dalla moglie, in seguito a questo (presunto) incidente, lo pone in una sorta di rifiuto totale per qualsiasi tipo di compagnia femminile e l’induce a ingurgitare cibi in continuazione, in una sorta di “attività compensatoria” determinata dalla perdita degli affetti familiari.
La prima disavventura di questa piccola “odissea” ferragostana consiste nello scoprire che l’amico d’infanzia di Mondardini è improvvisamente morto. Dopo le condoglianze di rito alla vedova e un raid di Battistini nella cucina della casa, i due proseguono il viaggio verso Portofino. Durante il viaggio s’imbattono in una ragazza che, temporaneamente abbandonata dal gruppo di amici con i quali viaggiava insieme, scrocca un passaggio ai due fino al confine con la Francia. Durante il tragitto Mondardini viene “sedotto” dagli sguardi e dai sorrisi della fanciulla, per cui i due amici si ritrovano oltreconfine, a Saint Tropez.
Battistini, nel frattempo, non s’è accorto di nulla in quanto, durante gli spostamenti, ha l’abitudine di dormire profondamente. Nel momento in cui scopre di trovarsi in Francia, monta su tutte le furie e intima all’amico di riportarlo immediatamente in Italia, in quanto per lui il suolo francese è tabù. (verso la fine si scoprirà il motivo). Obbligato dalle circostanze a trascorrere almeno una notte in Francia, (Mondardini non può guidare di notte a causa della sua vista bassa) Battistini fa buon viso a cattivo gioco e decide di passare una notte “di follie” a Saint Tropez. Dopo avere cenato a una festicciola “per vecchi” (come la definisce Elvio) e avere rivangato i vecchi tempi, i due compagni di viaggio ritrovano la ragazza conosciuta a Portofino, che nel frattempo si è riunita alla propria compagnia.

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