Pavel Nedvěd

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Dopo cinque stagioni con la squadra romana, viene acquistato per 70 miliardi di lire dalla Juventus. Partito Zidane, l’allenatore Marcello Lippi schiera inizialmente il nuovo arrivato come esterno sinistro, con libertà di accentrarsi. L’adattamento alla nuova realtà non è tuttavia dei più semplici, col ceco che nei primi mesi a Torino sembra subire una pesante involuzione sul piano agonistico, tanto da divenire quasi un “caso”. Lippi risolve l’impasse posizionando Nedvěd in un ruolo mai ricoperto prima dal giocatore, dietro alle due punte, a supporto della coppia d’attacco Del Piero-Trezeguet: una collocazione tattica in cui il centrocampista ritrova quelle libertà di movimento e tiro a lui congeniali, svolgendo al contempo anche compiti in parte simili a quelli di un trequartista. Segna il suo primo gol a dicembre contro il Perugia, di testa. A gennaio 2002 sigla la prima rete di potenza contro l’Udinese (3-0), mentre alla terz’ultima giornata la vittoria di Piacenza (0-1) arriva grazie a un altro potente tiro del ceco a tre minuti dalla fine. La Juventus realizza una rimonta in campionato ai danni dell’Inter e all’ultima giornata la scavalca vincendo lo scudetto. Chiude il campionato a quota 4 reti.

Nella stagione 2002-2003 realizza 9 gol in campionato e vince un altro Scudetto, che si aggiunge alla Supercoppa italiana. In Champions League segna il suo primo gol nella competizione con la maglia bianconera con un potente tiro contro la Dinamo Kiev (5-0) e trascina i bianconeri in finale. Segna anche al Camp Nou col Barcellona (1-2 dopo i tempi supplementari) e nella semifinale di ritorno contro il Real Madrid (3-1). In quest’ultima gara rimedia un’ammonizione negli ultimi minuti e, essendo diffidato, salta la finale di Manchester per squalifica. Al termine della gara esce dal campo in lacrime, disperandosi in quanto «sogna di vincere la “coppa dalle grandi orecchie” fin da quand’era un bambino», finita poi ai rivali nazionali del Milan che vince ai calci di rigore (2-3).

Nella stagione successiva vince un’altra Supercoppa italiana. Il 2003 si conclude con la conquista del Pallone d’oro assegnatogli dalla giuria della rivista francese France Football, succedendo dopo quarantuno anni all’unico altro calciatore ceco insignito con tale premio, Josef Masopust, e con il titolo di “Calciatore dell’anno” conferitogli dai lettori della rivista britannica World Soccer; all’inizio del 2004 festeggia la consegna ufficiale del Pallone d’oro davanti ai suoi tifosi con un gol da 30 metri al Perugia (1-0).

Nei due anni successivi, con Capello in panchina, segna e vince altri due campionati (poi uno revocato e uno non assegnato, per le vicende di Calciopoli). Decide di rimanere alla Juventus anche in seguito alla retrocessione Serie B. Nella stagione 2006-2007 segna più volte gol decisivi e conclude la sua stagione nel campionato cadetto con 33 presenze e 11 gol. Ottenuta la promozione, nella notte tra l’11 e il 12 luglio 2007 prolunga di un altro anno il suo contratto da € 3 milioni con la Juventus.

Comincia la stagione 2007-2008 in lieve ritardo di condizione, dando un contributo alla squadra più di qualità che di quantità. Il 9 dicembre 2007 festeggia la sua partita numero 300 in bianconero siglando il gol della vittoria contro l’Atalanta, con un tiro da circa 25 metri dalla porta sul secondo palo. Durante la stagione, a 35 anni, segna 2 gol in campionato e uno in Coppa Italia. Nonostante abbia più volte annunciato la volontà di ritirarsi dal calcio giocato, dopo la conquista della qualificazione in Champions League rinnova ancora per un anno il contratto con la Juventus il 13 maggio 2008, fino al 30 giugno 2009, per tentare un ultimo assalto al titolo da lui più desiderato.

Il 31 agosto 2008, nella prima giornata del campionato di Serie A in cui la Juventus affronta la Fiorentina, porta in vantaggio i bianconeri, raggiunti poi da una rete di Alberto Gilardino. Il 29 ottobre realizza una doppietta contro il Bologna, determinante ai fini del risultato, e il 31 gennaio segna la quarta rete della stagione contro il Cagliari, rete del momentaneo vantaggio. Il 26 febbraio 2009, all’indomani dell’incontro di andata di Champions League contro il Chelsea, annuncia il suo ritiro dall’attività agonistica al termine della stagione. Dopo l’infortunio subito nell’incontro col Chelsea, rientra in campo all’Olimpico contro la Roma, realizzando il gol del definitivo 4-1 con uno splendido tiro di sinistro.

Il 17 maggio festeggia le 500 presenze da professionista, e il 30 maggio 2009, dopo vari tentennamenti, comunica via stampa il suo addio alla Juventus a fine stagione. In campionato segna 7 gol e risulta il bianconero con più presenze, 44 in tutto. Il 31 maggio 2009 gioca la sua ultima partita proprio contro la Lazio, società che lo ha lanciato nel calcio italiano: è autore dell’assist a Vincenzo Iaquinta per la rete del 2-0 finale. Poco prima di uscire Del Piero gli lascia tirare una punizione che non segna solo per un’impegnativa parata di Juan Pablo Carrizo. Prima della fine della partita Pavel esce tra la standing ovation del pubblico.

Presenze reti Nella Juve – 327 pres. 65 gol

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