Michel Platini

michelplatini12062016

Viene acquistato dalla vecchia Signora pochi giorni dopo la conclusione dell’acquisto di Zbigniew Boniek; questa scelta personale dell’avvocato Gianni Agnelli obbliga la società a privarsi di Liam Brady, a causa della norma che permetteva la presenza in squadra al massimo di due stranieri.[50] Il cartellino di Platini viene pagato 250 milioni di lire; per il francese il contratto biennale prevede 400 milioni di lire l’anno. L’esordio con i bianconeri avviene nella partita di Coppa Italia pareggiata 1-1 contro il Catania, il 18 agosto 1982. Il suo primo gol arriva contro il Cesena. Inizialmente non è in buona condizione, ma nel girone di ritorno della stagione 1982-1983 le sue prestazioni vanno in crescendo e, con 16 gol, è capocannoniere della Serie A, e si sviluppa l’intesa con Boniek, che il mediano francese serve con aperture, lanci (anche di quaranta metri) e passaggi filtranti.

Platini contribuisce quindi alla positiva seconda parte di stagione della Juventus, vicecampione della Serie A (dietro alla Roma). Realizza due dei tre gol con cui i bianconeri s’impongono 3-0 nella finale di ritorno di Coppa Italia, dopo i tempi supplementari, al Comunale di Torino sull’emergente Hellas Verona, aggiudicandosi il trofeo (la finale di andata, a Verona, si era conclusa 2-0 per i padroni di casa). In campo europeo, permette ai bianconeri la vittoria contro l’Hvidovre IF e alla semifinale contro il Widzew Łódź, arrivando così in finale di Coppa dei Campioni (dove viene battuta dall’Amburgo).

Nell’annata successiva inizia con una doppietta nella prima di campionato contro l’Ascoli, vinta 7-0. In questo torneo segna un maggior numero di gol: 20 in 28 presenze, cifra con cui vince il duello a distanza per il titolo di capocannoniere con il brasiliano Zico (19 reti), giunto quell’anno in Italia nelle file dell’Udinese. A fine stagione, grazie anche al bottino sottoporta di Platini, la Juventus vince il campionato italiano, il primo per il francese.

Invece in campo europeo, vince la prima e unica Coppa delle Coppe della sua carriera, battendo in finale 2-1 il Porto, con 2 gol in 8 partite. In Coppa Italia termina con 3 gol in 7 partite, dove i bianconeri escono agli ottavi per mano della rivelazione Bari, formazione di Serie C1 poi sorprendente semifinalista dell’edizione.

Michel conquista il suo primo Pallone d’oro nel 1983, battendo con 110 preferenze lo scozzese Kenny Dalglish, del Liverpool campione d’Europa, che raccoglie 26 preferenze.

Nella stagione 1984-1985, terminata dai bianconeri al sesto posto (non viene quindi replicato il successo dell’anno precedente), Platini, con i suoi 18 gol ottiene la sua terza affermazione nella classifica dei marcatori (davanti ad Altobelli e Maradona) e contribuisce alla vittoria della Supercoppa europea. In finale di Coppa Campioni, a Bruxelles contro il Liverpool, disputata per delibera della confederazione europea e del Ministero dell’Interno del Belgio, nonostante gli incidenti accaduti nel prepartita, provocati dagli hooligans inglesi che causano la morte di trentanove persone sulle tribune dello stadio, il centrocampista francese segna su rigore il gol dell’1-0 finale (il penalty fu causato da un fallo su Boniek, imbeccato dallo stesso Platini con un lancio da cinquanta metri). Platini chiude anche l’edizione della Coppa dei Campioni da capocannoniere, con 7 marcature. Sempre nella stessa stagione, il 16 gennaio 1985 gioca la sua prima Supercoppa UEFA con la maglia nº 10 contro il Liverpool.

Nell’anno calcistico 1985-1986, a causa delle cessioni di alcuni compagni di squadra (Paolo Rossi, Boniek e Marco Tardelli; Claudio Gentile aveva lasciato la Signora nella stagione precedente) Michel rimane fra i giocatori più “anziani” della rosa bianconera, sempre allenata da Giovanni Trapattoni. Sigla la sua prima tripletta stagionale nella partita vinta 4-0 contro il Bari. Il francese è determinante nella finale di Coppa Intercontinentale, vinta a Tokyo contro l’Argentinos Juniors l’8 dicembre 1985, dove nei tempi regolamentari dapprima mette a segno il calcio di rigore dell’1-1, e serve poi a Laudrup l’assist del 2-2; la gara viene vinta dalla Juventus ai tiri di rigore, ed è il fantasista bianconero a insaccare il tiro che porta la squadra torinese sul tetto del mondo.

Sul finire del 1985 Platini si aggiudica il terzo Pallone d’oro della sua carriera, quarto consecutivo per un giocatore della Juventus, dopo quello di Paolo Rossi e i primi due dello stesso Platini. Inoltre vince il suo secondo campionato italiano in questa stagione, dove è uno dei tre componenti del vecchio gruppo (gli altri sono Scirea e Cabrini).

Rimasto uno dei tre componenti del vecchio gruppo (gli altri sono Scirea e Cabrini), causa la continuazione del processo di rinnovamento della rosa juventina, Platini realizza due marcature in campionato, nell’annata 1986-1987 (alla seconda giornata contro l’Avellino, e alla sesta contro l’Ascoli).

A fine stagione annuncia il suo addio al calcio giocato, all’età di 32 anni, in un’intervista rilasciata allo stadio Comunale nella quale il giocatore adduce motivazioni fisiche; non riuscendo più a raggiungere la forma necessaria per esprimersi ad alti livelli, rifiuta un arretramento “tattico” e preferisce anticipare il ritiro: «Quando io ho smesso, non avevo più benzina. Era da tanti anni che giocavo a pallone ed ero veramente stanco, cotto. Ho passato tutto il 1986 infortunato e avevo dei problemi alle caviglie per cui ho deciso di smettere».

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