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Gianfranco Funari

GIANFRANCO FUNARI (Roma, 21 marzo 1932 – Milano, 12 luglio 2008) è stato un opinionista, conduttore televisivo e cabarettista italiano, autodefinitosi il giornalaio più famoso d’Italia. Si rese celebre con uno stile comunicativo particolare, intenso, caratterizzato da un linguaggio molto diretto, caustico e spesso, necessariamente, volgare. Trattava temi politici e di attualità riuscendo a creare spesso polemiche e rappresentando il bersaglio di critiche e di attacchi da più parti.

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Nacque in una famiglia un tempo benestante essendo stato suo bisnonno il cocchiere ufficiale di papa Pio IX; la sua azienda con i cavalli e le carrozze andò però distrutta a causa di un’esondazione del fiume Tevere e la famiglia Funari divenne perciò poverissima. Il padre era un tipografo romano di idee socialiste e la madre Laura una casalinga. Come primo impiego lavorò presso la Manetti & Roberts, in seguito presso una ditta di acque minerali in qualità di rappresentante e successivamente, grazie ad un incontro fortuito con un ispettore esperto di gioco d’azzardo, si appassionò al mondo dei casinò e decise di lavorare come croupier prima a Saint-Vincent (dove prestava servizio anche suo fratello maggiore come comandante della tenenza dei Carabinieri di Aosta) e poi per undici anni a Macao, diventando il direttore di una casa da gioco.
Come conduttore di programmi di attualità debuttò sul piccolo schermo a Telemontecarlo nel 1980, con la trasmissione Torti in faccia (che qualche anno più tardi proporrà a Bruno Voglino, dirigente RAI, senza riceverne un riscontro positivo), con una formula innovativa che proponeva contenziosi verbali fra categorie di semplici cittadini, formula che ripropose con successo nella seconda serata del venerdì di Rai 2, chiamato da Giovanni Minoli a condurre Aboccaperta, che andrà in onda dal 1984 al 1987. Nella prima parte del 1985 conduce anche il programma domenicale Jolly goal.
Nel 1987 Funari sposò in seconde nozze Rossana Seghezzi, ballerina della Scala (da cui si separerà nel 1997) e iniziò a condurre su Rai 2 la trasmissione Mezzogiorno è, che andrà avanti per tre stagioni nella fascia meridiana, fino a quando, a causa dell’invito fatto a La Malfa e non gradito dai vertici dell’azienda, fu allontanato; riprese ad arringare il pubblico mettendo i politici alla gogna, sulla stessa falsariga e secondo il suo stile ormai delineato, con Mezzogiorno italiano su Italia 1 (1991-1992). In precedenza per la RAI aveva condotto anche Improvvisando assieme a Ramona Dell’Abate e a Giorgio Mastrota, programma andato in onda nell’estate e all’inizio dell’autunno 89.
In quegli anni inventò un nuovo modo di fare pubblicità, “sposando” letteralmente il prodotto (mortadella, pigiami), che Funari portava in trasmissione all’interno dei programmi. Ciò fu poi vietato dalle più stringenti normative sugli spot entrate in vigore nel 1995. Ma indubbiamente Funari fu « il maestro incontrastato nell’esercizio dell’evocazione del desiderio mangereccio attraverso un’immagine elettronica. Nessuno come lui riuscì ad imporre l’acquisto immediato di cibo con un solo schiocco di lingua ». Fu testimonial dal 1988 al 1990 per la carne in gelatina Manzotin, e dal 1992 al 1995 per il quotidiano nazionale L’Indipendente (da lui anche diretto, con scarsa fortuna, nel 1994), oltre ad essere stato sempre nei primissimi anni ’90 testimonial dell’Innocenti.
Nel periodo di Mani Pulite, la critica politica dei programmi di Funari si fece molto più serrata, attaccando ancora di più i partiti coinvolti negli scandali. Successivamente su questi temi intervistò ad Hammamet Bettino Craxi, condannato in contumacia.

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